Guido Del Prete

 

POESIA E ALCHIMIA SPIRITUALE

 

MAGIA DELL'INCONSCIO

nel viaggio interiore di ogni uomo verso

l'autorealizzazione e l'espansione di coscienza

__________________

 

Poesie tratte dalla raccolta " Chiaro è l'astro "

 

 

La poesia può essere intesa come un momento di superamento della visione duale che la coscienza razionale impone. Essa, quindi, agendo con le impressioni direttamente sull'inconscio, apre un varco tra il mondo della sensorialità e dell'intelletto razionale con le profondità a noi stessi sconosciute del Sé più vero e interiore, manifestando indubbi benefici anche per un armonioso equilibrio fisico e mentale.

 


INDICE

 

Incanto

Astratte poesie

Naufrago di amore

E Sirio tremerà

E ogni uomo si arricchirà

Angelo

Rimembranze

Canto di amore

Aurora

Chiaro è l'astro

Periferia

La fatica di vivere

La dolce illusione 1

Fulgenzio

Rivoluzione

Agosto

Fascino remoto

Vecchia casa

Ovunque è vita

 

 


 

Incanto

 

I miei occhi incontrarono i tuoi occhi,

e le luci del mondo si spensero.

 

In quel desiderio di fuoco che il tuo viso

umido di pianto esigeva, rimase solo la luna

ad illuminare ignei cavalli che volavano

sulle notturne acque di un mare placido,

sereno compagno del nostro tempo migliore.

 

E il pioppo scosse le sue fronde in un sussulto

di vento, e il ginepro offrì le sue rosse bacche.

I fanciulli ripresero a giocare tra festosi schiamazzi.

 

Ma i tuoi occhi, solo quelli io vedevo,

e come era lontano il mondo al mio cuore,

più estraneo del più remoto tra gli astri.

 

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Astratte poesie

 

 

L'aria rarefatta ti imprigiona l'anima.

 

L'anima vola negli attimi

ma le azzurre trasparenze le bruciano le ali.

 

E non vi sono canti o odi che

gorgheggiano traboccando gli spiriti,

ma solo aree e spazi di

immensa solitudine.

 

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Naufrago di amore

 

 

Fammi annegare

nel mare della tua vita,

e poi portami

in salvo sulla riva

sicché mi prenda

immantinente

il desiderio di

tuffarmi di nuovo

in quell'azzurro mare

e perdermi in te.

E così scopro

che quel mare

non sei tu,

solo tu,

ma miriadi

di vite,

di persone che

hanno amato

sofferto

gioito

e vivono

solo nell'amore,

per quell'amore

che io adesso

provo per te.

 

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E Sirio tremerà

 

Parvemi in sembianza

che uman non contesta

la dolce figura d'essenza

che la morte persegue,

istruendoci che vano

è adorar ogni forma

quando l'essere primeggia

e permea l'universal cammino.

Vano è ritornar a vivere

le stesse vicende che

padre e figlio ripetono

in una masochistica giostra

che vuol ogni evento

ritornar a se stesso.

E vittime e carnefici nell'uman

destino ora recitiamo da

despoti prepotenti, ora come

soppressi, veri nel loro

rivendicar giustizia,

ma pur sempre malevoli nel

loro infierire. E sciogliti,

abbandona ogni tua giusta

rivendicazione e ogni cattiveria,

e sii ciò che sei nella realtà.

Non giudicare, ma porgi sempre

l'altra guancia. Male e bene

che ci sovvien non da altro

proviene, ma solo da ciò che

abbiam pensato e, forse, poi

fatto! Tutto torna e

tutto è in relazione con sé.

Il fiore che hai strappato

al prato farà tremare Sirio.

 

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E ogni uomo si arricchirà

 

Rendimi la vita che

leggiadra aleggia

nell'essenze pure dagli spazi

che la vita occupa.

Pietra sono le membra

e acqua di fiume il pensier mio,

che non conosce altra via

se non quella che il letto

della vita prepotente gli suggerisce.

Ma l'estasi si conforma

al nuovo spirito e rinascimento

nuovo è per l'anima,

che si spande oltre l'infinito

che limita il vivere nostro

e delle creature tutte.

L'infante legge il sacral scritto

con il lume accorto

della mente pura e accompagna il

viaggio nel fantastico remoto

che apre la strada al mistero

di sempre.

E luce nuova e più, sarà

a lui e per lui ogni uomo

di un tocco di pane si arricchirà.

E quel pane sarà più buono

di ogni vivanda che gusto

umano non abbia mai assaporato,

bontà delle bontà.

 

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Angelo

 

Vissia

candido angelo

le tue labbra

non hanno ancora offeso

i tuoi occhi

non hanno ancora visto il peccato

la tua pelle

non ha ancora sudato.

Ma tu

non sei ancora nata

 

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Rimembranze

 

Ricordi

quell'estate vissuta insieme

la mia paura di bagnarmi

la tua voglia di amare

l'autunno ormai vicino

e poi

il peso dell’esistenza

che non vuol essere

dimenticato.

 

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Canto di amore

 

I tuoi occhi

i tuoi seni

e la notte chiara e calma

ed io

e l'amore

un profondo amore

che ci legava

e ci unirà

nell'infinito

perché è più

che terreno

è più che

mortale.

E’ un’

anima

che cerca

se stessa.

 

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Aurora

 

Io vidi

luci

e ombre

e lampi

e saette,

ma non

immagini

o visioni

come l'evento

trasforma

sicché la mente

le figuri.

E guardai

le profondità,

trasparenti

di dubbi

e sogni,

e figurai

l'infinito

e le immagini

e l'uomo.

E lo specchio

rifletteva

le immagini

nella tremula

immensità,

dove

nel mirar

diventavano

spruzzi

di luce,

spazi

di essenza,

specchi

di esistenza.

 

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Chiaro è l'astro

 

Nell'ombra di questo

suono che fugge

inseguendo i bagliori

di un'estate che

il vivere mio

non ha mai

conosciuto,

vedo il mio

futuro, segnato dalla

morte ricreatrice,

vulcanica presenza

dei moti in

avvenire.

E meccanica si

svolge l'esistenza

che mal comprende

quale fumoso

e inerte destino

guidi l'uman cammino.

Lungo è il viaggio

che condurrà alla

tremante terra

dei sogni respirati,

ma reale è

il congiungimento

all'aerea permanenza.

Chiaro è

l'astro, che

ognun comprende

nel suo sapere,

da cui l'umano

mosse e a cui

giunge dall'ignoranza

seguendo il fatal

istinto.

 

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Periferia

 

Avete mai visto

la periferia di una grande città?

E’ squallida

desolata.

Non vi sono uomini

che la abitano,

ma fantasmi che

espiano chissà

quale atroce ed

arcana

condanna.

 

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La fatica di vivere

 

La fatica di vivere

si legge ogni mattina

quando con mano dolorosa

si solleva il peso

della propria anima,

si legge nel volto

dello studente

tutto teso a carpire

la sua fetta di immensità,

nei calli del contadino pronto,

quale benefica nutrice,

a cibare la nostra

anima affamata.

Essa è là

perenne

presente

a render onore

come ancella

alla speranza,

che sì appare più bella.

 

La fatica di vivere

sotto un sole che

ti brucia,

sotto un vento

che lacrimevole

ti percuote.

 

La fatica di vivere

tra il male e

l'indifferenza della gente,

superficialmente interessata

ai tuoi mali.

 

La fatica di vivere

una falsa vita,

che non serba

gioia nel suo cuore,

ma solo la sua falsa

ignobile

ipocrita

dannazione.

 

Ma credetemi,

la vita è solo un gioco !

Se non lo credete,

se non volate sulle ali

di un pensiero felice,

di un'emozione positiva,

se non cercate di costruire

il mondo inseguendo

i vostri sogni,

la vita sarà allora

solo fatica !

 

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La dolce illusione I

 

La Notte - Verso l’interno

 

Sperduto nella grande distesa dell'esistenza,

non riesco a trovare il punto

da cui mi mossi.

Infelice colui che vive

senza esser penetrato negli infiniti spazi,

dove luci palpitanti

spezzano di tanto in tanto

l'oscuro chiarore.

 

 

La Luce - Verso l'esterno

 

Genio sono, e me ne vanto!

Non vi opponete,

o voi che non condividete i miei disegni.

In me solo credo, e superbo sono.

Io sono tutto, perché tutto è niente

e io niente sono.

Tutto è possibile, perché niente è certo.

Tutto è relativo, perché niente è assoluto.

Io creo tutto, perché tutto cambia.

 

 

Passaggio

 

Dilato la mia coscienza,

finché si perde nel tutto

 

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Fulgenzio

 

Fulgenzio, aroma di natura

che si diparte nell'aria

fragrante si leva

e un odore rimane

che di antiche stagioni

la memoria riporta.

E' il cielo, è la notte

che attende

la luna che splendea.

Dove sei, or dunque?

Forse nell'aere ti celi?

O sotto umane spoglie

su di me mirasti l'inganno?

Orsù, che io muoia!

Muoia il corpo

e che il mio spirto ormai

libero da ogni mortale cura

l'aere catturi.

Stelle erranti,

vagabonde della notte

sollevate l'animo mio.

La mente s'è desta,

ma il corpo dorme ancora.

E tu, tu luna!

luna, che fai?

Nooo !

Anche tu luna,

poteri non hai.

Compari, scompari

vivi, muori

seguendo le alterne fasi

della umana giostra.

E tu sole,

non fosti forse costretto

a seguir l'istesso destino?

Morir è il vostro.

______il nostro,

______il mio destino.

Ma, poi, riappare la vita

e così è

Orsù, felici siamo

che la morte non esiste

il dolore è illusione

l'infelicità è un momento

e solo l'essere è

Ciò che è, è

è

 

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Rivoluzione

 

E i poeti scesero per le strade

e urlarono la loro

purezza.

Ma le loro mani

erano sporche di

inchiostro e di sangue,

e le poesie

divennero leggi

e le leggi

divennero tormento.

Ma i poeti

urlavano la loro

purezza

e si sposarono

con un idea.

E l'idea

scomparve,

e lasciò uomini,

solo uomini,

a lottare con

il proprio destino.

 

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Agosto

 

Salivamo

su per la montagna

ripida

insieme

e giù il mare

luccicante

di mille bagliori

quasi che

mortificato

ci restituisse

parte della luce

al sole sottratta.

E la mano

nella mano

vedeva nei tuoi occhi

solo amore

un immenso amore

che misera penombra

facea apparire

quel leonin bagliore

di un pomeriggio d'Agosto.

 

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Fascino remoto

 

Dal passato

antico

venne

il tuo remoto

fascino,

creatura

a me ostile,

mia

dannazione

presente

già al mio

primo gemere

quando la

culla mi

era dimora.

Tu diversa

Tu vicina

Tu mi

nutristi

nella mia

prima mediocrità.

Spirito malefico,

sei il mio peccato

originale.

Nei tuoi abusi

tormento degli umani,

il tuo nome

è ragione.

 

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Vecchia casa

 

Stanza molliccia

tesa di stupidi

rancori di una

generazione che

fu nei sfumati

ricordi di me,

ragazzo giulivo.

Guardo. E

ascolto quelle

desolate radure

cinte di mura

e coronate da

soffitti.

I quadri mi

suggeriscono poesie

da leggere lontano

da quelle cornici,

in valli ove

i monti fanno

da anfiteatro alla

gioia e i fiumi

con il loro sciacquio

mormorano le

risposte alle mie odi.

E lì sono bambino,

strana figura

nelle sembianze e

nel ricordo, ma

veritiera mia

immagine.

E così dialogo con

l'infante molesto,

ed egli mi narra

la mia umanità.

E piango, perché

di tanti anni

vissuti, molti,

e non so quali,

ne ho bruciati

nell'inutilità.

 

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Ovunque è vita

 

Sul crocchio di strade ombreggiate

dai rami frondosi, memori di età trascorse,

in cui si incontrano le ombre dei

fantasmi di un evo che fu mio,

e poi non più mio.

 

Tra la polvere e i fumi di una città

minerale e refrattaria

 

Nelle mille carezze di mani acquee

e ciondolanti, soporose e tempestose

 

Nelle officine e ovunque l’uomo

con sudore e fatica si conquista

il suo diritto a urlare: "Io pure esisto"

 

Sul giaciglio che trattiene crocefisso

il dolorante nell’attesa dell’ultimo sospiro

 

Nell’illusione che inganna, ma poi

ti da la forza di continuare

 

Sul tram, in ospedale, alla stazione ferroviaria,

errando per i campi, baciando con amore la

sposa, pensando e sperando

 

ovunque è vita !

 

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Grazie per averle lette! Le ho scritte anche per te. Sono solo poesie gettate sul web come foglie sparse al vento e scelte a caso tra le tante che animano le impressioni della nostra vita, punto di contatto tra te, me e le grandi forze che sorreggono il mondo.

 

Guido Del Prete

 

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